UN CERTO HARRY BRENT ED ALTRO

UN CERTO HARRY BRENT ED ALTRO

Autore: Gianluigi Chiaserotti

C’è un canale Rai, RAI Play, che è una tele teca pressoché unica nel suo genere.
Puoi reperirvi quanto non sei riuscito a vedere nel giorno e ora prestabiliti, ma anche trasmissioni storiche che la Rai ha mandato in onda nei suoi settant’anni di vita.
È il caso dei c. d. sceneggiati TV che imperversarono negli anni ’60-’70 del secolo scorso.
Ultimamente ho voluto rivedere uno dei tanti “gialli” di quel periodo: “Un certo Harry Brent” di Francis Durbridge, scrittore e sceneggiatore britannico tra i più noti della letteratura gialla della seconda metà del secolo scorso.<br>Lo sceneggiato l’ho visto, per la prima volta, con i miei, nel 1970, quando ancora non avevo 10 anni e quando la Rai trasmetteva con un solo canale e rivedendolo ultimamente mi sono ricordato tantissimi aspetti.
Erano sceneggiati tutti ambientati nella campagna inglese. 
Alle porte di Londra. 
E soprattutto erano sceneggiati molto popolari e seguiti (lo share non c’era) anche da 19.000 persone a puntata.
Normalmente erano articolati in 5/6 puntate che duravano al massimo 55’ ciascuna.
Non c’era la pubblicità che li interrompeva.
Un certo Harry Brent”, magistralmente interpretato da Alberto Lupo, ha come sottofondo una storia di spionaggio industriale internazionale che ruota intorno ad un “inventore” autodidatta a cui sono interessate due bande rivali.
Ed ecco che assistiamo a morti sospette, accuse di persone presunte assassine, colpi di scena.
Poi alla fine il vero colpevole (presente in tutti questi sceneggiati) è sempre la persona meno sospettata, quasi invisibile o a margine della storia.
Sicuramente il bello di questi sceneggiati era che tenevano incollati alla tv grandi e piccini, ma soprattutto rappresentavano degli appuntamenti famigliari a cui ormai non siamo più abituati.
Erano interpretati da grandi attori che recitavano la loro parte con maestria e soprattutto erano ben scritti, con dialoghi articolati e profondi.
Sarebbe il caso che la Rai riprendesse questo suo ruolo popolare.
Ma con tutta la concorrenza in giro, la vedo molto difficile.
I c. d. sceneggiati odierni durano almeno 120 minuti a puntata, intervallati da pubblicità, ed in orari spesso non consoni.
Credo che un ritorno alla popolarità sarebbe non male, e di ciò ringraziamo l’idea e la realizzazione di quella tele teca che è RAI Play, fonte vera ed inesauribile anche di tradizioni e ricordi.