QUANDO TUTTO HA INIZIO

QUANDO TUTTO HA INIZIO

Autore: Sabrina Fava

Settembre rappresenta un nuovo inizio. Le foglie degli alberi che cominciano a cadere, il cielo che soffia un sospiro di sollievo rinfrescando l’aria. Le spiagge si svuotano, le case si riempiono. Le strade ritornano ad essere tempestate dalle solite auto, al solito orario. È un punto d’inizio e di fine. La consuetudine ritorna. La routine.

Festeggiare l’anno nuovo il primo di gennaio è una convenzione ma non è il vero momento in cui ogni cosa ricomincia da capo. Qual è il motivo per cui “settembre” sembra rappresentare la lettera maiuscola dopo il punto di sospensione? Potrebbe essere a causa dell’impostazione del sistema scolastico, soprattutto quello italiano, oppure per colpa di quella miriade di serie adolescenziali. Le più grandi piattaforme di streaming ci rifilano da anni ragazzini che ogni anno ripetono “Nuovo anno, nuova vita” e ancor prima lo faceva la televisione tradizionale. Non lo diceva anche una certa Elena Gilbert di The Vampire Diaries stringendo fra le braccia un plico di libri? 

New year, new life”.

L’estate è una terra di mezzo, un periodo nel quale ci prendiamo il lusso di non pensare. È l’attesa del piacere.

Da piccoli aspettiamo le vacanze estive nella speranza che settembre non arrivi mai. I compiti rimandati all’ultimo minuto con l’unico desiderio di svuotare la mente, godersi il sole cocente e la frescura dell’acqua salata. Le verifiche e le interrogazioni sono un ricordo lontano appartenente alla vita di qualcun altro.

Da adulti attendiamo quelle due settimane di ferie ad agosto che abbiamo sudato per tutto l’anno. Arranchiamo fino all’ultimo facendo il conto alla rovescia nell’attesa in cui saluteremo, con la mano destra, i nostri colleghi. Un sorriso sghembo stampato sul viso e le ginocchia che sprizzano energia. Vogliono muoversi e scappare lontano da lì. “Ci vediamo fra un paio di settimane ragazzi”. Mentre ci allontaniamo dal luogo di lavoro il cervello si spegne.

Le vacanze arrivano e come sono arrivate se ne vanno. In un battibaleno. Scorrono veloci come un fiume in piena. Ci deve essere una sottospecie di meccanismo che velocizza il tempo (direi un x4) come nei vecchi registratori. Accidenti. Il tempo è relativo, giusto?

Ed eccolo lì: settembre.

Ma non è un arrivo stressante, è il ritorno alla normalità. È la possibilità di darsi nuovi obiettivi, i famosi “buoni propositi”. Ogni persona può decidere di ricominciare quando desidera, può riscrivere, può cancellare. È un modo per dare forma al groviglio di pensieri che confonde la mente di ogni persona durante l’anno.

E quando le foglie cominciano a cadere e la natura a morire è il momento perfetto per vivere. Non credete?