LE PAROLE, COMPAGNE DELLA NOSTRA ESISTENZA

LE PAROLE, COMPAGNE DELLA NOSTRA ESISTENZA

Autore: Davide Libralato

Ci siamo mai chiesti che rapporto abbiamo con le parole ? Durante la giornata siamo letteralmente sommersi da esse, le usiamo per parlare, per descrivere qualsiasi  cosa o ancora per approfondire le nostre conoscenze. Gli esempi che potremmo fare sono praticamente infiniti e spesso non ci rendiamo nemmeno conto di quanto queste abbiano rilevanza nelle dinamiche di tutto ciò che trattiamo. Se pensiamo solamente che quasi tutto quello che ogni giorno facciamo è circondato dalle parole, dovrebbe essere necessario aver molta cura della loro scelta e della modalità in cui le utilizziamo. Solitamente siamo molto esigenti e ci preoccupiamo di più quando queste vengono usate nei nostri confronti,  e di conseguenza il metro di giudizio e le accortezze risultano assai diverse rispetto a quando noi ci rapportiamo con gli altri. A volte una parola detta piuttosto che non detta può cambiare le sorti di qualcosa di molto importante,  come un lavoro o addirittura un rapporto sentimentale,  che sia d’ amore o amicizia.  Non siamo tutti abili in egual misura e anche chi lo è non è escluso dal cadere in semplici quanto pericolosi errori . Se riuscissimo ad esprimerci usandole con cura talvolta ne useremmo la metà,  perché il più delle volte potendo anche ferire ed essendo troppe volte  dettate dall’impulso di dover per forza comunicare in fretta le emozioni che ci passano per la testa, queste escono caricate di sensazioni fin troppo esagerate , tramutandosi poi in informazioni che prendono un altro significato. Al contrario quando dovremmo usarne un numero importante per dare  spiegazioni di un certo tipo…per pigrizia,  negligenza o chissà cos’altro,  ne usiamo troppo poche. Per citare una famosa commedia italiana degli anni ’80 dove la mano di un protagonista assai pittoresco poteva essere (a seconda delle circostanze) una piuma o ferro , così le parole possono essere sia piacevoli carezze sia spade che feriscono.

Come possiamo fare per limitare i danni e cercare di migliorarci costantemente? Non siamo forse nel posto più adatto per poter dare spiegazioni o elencare dei veri e propri esercizi atti a migliorare la qualità della comunicazione,  ma allo stesso tempo credo che ogni mezzo possa essere quello giusto per dare qualche consiglio in merito e, – udite udite! – anche io stessi che sto scrivendo articoli su i più  disparati argomenti mi sento in dovere di usare le parole nel modo più corretto cercando di arrivare nella maniera più giusta e a più persone possibili. Questo potrebbe essere più semplice se ci immedesimassimo nelle dinamiche del dialogo come se queste venissero a noi stessi sottoposte. È solo così che possiamo capire quando un termine può essere più o meno adatto o addirittura fuoriluogo.  Questa cosa soprattutto all’inizio ( ed in realtà poi tutte le volte) richiede un notevole sforzo. Sforzo che però ripaga (quasi) sempre.  Ripaga perché avere una certa padronanza delle parole dona poi la possibilità di poter comunicare e comprendere con più facilità quelle degli altri. E la comunicazione sin dai tempi antichi si sa, è cosa fondamentale. Comunicare per farsi capire  con la speranza nel contempo di riuscire a capire ciò che il mondo ci propone e ci propina.

Io preferisco sempre le parole ben dette,  che ogni tanto possono essere anche un pò dure se servono a descrivere con sincerità ciò che si pensa. L’importante è crescere aumentando la propria conoscenza sviluppando parallelamente una certa sensibilità , così da convivere sempre meglio… in questa giungla di parole troppo spesso (ab)usate!