IO VOTO PER CHI VERRA’ DOMANI

IO VOTO PER CHI VERRA’ DOMANI

Autore: Michele Larotonda

Eccoci, questa mattina ci siamo svegliati con un nuovo governo, un nuovo presidente del consiglio, una nuova lista di ministri e tutto il resto che accade quando si va ad elezioni. Ora non è certo la mia intenzione di parlare di politica in queste pagine, non dirò mai se è stato giusto che vincesse una parte o la sua controparte, questi giochi li lasciamo ai presunti esperti del politichese.
Una cosa è certa qualunque governo salga al potere, avrà in mano la possibilità di cambiare le cose in meglio. Ho detto “avrà” perché poi, alla fine della fiera, (purtroppo) abbiamo visto cosa è successo negli ultimi anni: tante promesse, tanti soldi spesi in campagna elettorale e poi principalmente governi tecnici, professionisti prestati alla cosa pubblica, fantocci, burattini e presunti salvatori di patria, ma di tutto questo chi ne paga le spese.<br>Solo noi! Sempre noi!
C’è anche da dire che, in un certo qual modo, abbiamo tutti più o meno la stessa età, abbiamo un vissuto, abbiamo le nostre esperienze, quindi per questa ragione, che al potere salga una fazione piuttosto che un’altra ci dobbiamo preoccupare o stare sereni fino ad un certo punto. Chi mi preoccupa di più sono i bambini, gli uomini e le donne del domani.
I bambini di oggi sono cresciuti rapidamente, hanno vissuto il Covid, hanno sentito parlare di guerra e in questi ultimi mesi hanno sentito di parlare di elezioni, di campagne elettorali, di promesse e compagnia cantante.
Nei loro sguardi si possono intuire i loro dubbi e le loro domande: Che cosa vuol dire votare? Cos’è il voto? Papà, mamma voi per chi votate?
Bisognerebbe spiegare loro che, in realtà, trascorriamo tutti i giorni della nostra vita, tutti i giorni dell’anno a votare, a scegliere, a schierarci.
Nei parchi i bambini scelgono a quale gioco giocare, a ristorante e casa scelgono se mangiare pasta o pizza, anche ciò che indossano è una scelta (a quell’età più dei genitori), ma se ad un bambino piace più una maglietta con un dinosauro piuttosto che con uno skate, in realtà sta scegliendo, sta votando, sta prendendo una posizione.
Bisognerebbe spiegare loro che, a volte, la scelta è difficile (per loro è come scegliere tra gelato e muffin), allora bisognerebbe insegnargli che se hanno dubbi ci sarà qualcuno con cui confidarsi, qualcuno di cui si fidano ciecamente, qualcuno che insieme a loro possono portare a voti importantissimi e determinati per il loro futuro.
Qual è la parte difficile? Insegnare l’importanza di esprimere le proprie opinioni, emozioni e sensazioni. È necessario aiutarli a comprendere e capire quando un pensiero è giusto o sbagliato, motivare queste ragioni e non prenderle per partito preso o perché l’abbiamo sentito dire.
Accompagnarli sul cammino della vita e magari farsi accompagnare al seggio (io l’ho fatto). Ora che i giochi sono finiti, guardo mio figlio e mi chiede se è andata bene o no, se sono felice oppure deluso. Onestamente mi asterrò dal rispondere, mi auguro solo che quello che verrà dopo sia del tutto positivo per lui e per chi verrà dopo di noi.