I MESSAGGI EDUCATIVI DI OGGI SONO QUESTI?

I MESSAGGI EDUCATIVI DI OGGI SONO QUESTI?

Autore: Davide Libralato

Che prezzo dobbiamo pagare in nome della presunta necessità di subire esternazioni da (im)probabili paladini di messaggi (secondo loro) educativi? Per parlare ad esempio di tolleranza e libertà sessuale serve spingersi in banali volgarità? Chi l’ha detto che per farsi promotore di principi antimedioevali bisogna eccedere? Mi sorge il dubbio che la priorità sia solamente l’esagerazione a tutti i costi, il far notizia per poi far parlar di sé. Questa è ormai diventata una spiacevole realtà con cui dobbiamo confrontarci molte volte, soprattutto quando ci rapportiamo con chi di morale ne ha proprio poca. Il mio non è un discorso incentrato su principi ipocriti o su un atteggiamento da tenere dettato dal “buon costume” che tra l’altro poco mi appartiene. Non sono promotore del Bon Ton o di un Galateo forzato. Sono un uomo che promuove il rispetto ma anche la buona educazione, l’espressione di ogni pensiero civile ma anche del buon senso. Sono un padre di due figli che è indubbiamente spaventato da questo mondo che permette e si identifica troppo spesso in certe persone che a mio vedere hanno poco di “figo e ammirevole”. 

Voglio spiegarvi il meglio possibile quello che intendo dire, quello che sono stato e in che modalità anche io abbia vissuto determinati momenti della mia vita; come i miei occhi  possano aver osservato certe cose tenendo sempre però il cervello connesso. Se devo dirla (quasi) tutta , quando stavo finendo la fase adolescenziale sono entrato in contatto (constatando e parzialmente vivendo) con eccessi di varia natura, verosimilmente mediatici (ebbene sì, pur senza l’esistenza di YouTube o Social vari!) tramite videocassette che mostravano performances dei miei musicisti preferiti, o ancora attraverso la vera e propria assunzione di messaggi vari che erano molto pericolosi e lo sarebbero anche oggi. Ascoltavo e ascolto tutt’ora musicisti che inseriscono o hanno inserito nelle loro esibizioni veri e propri “contenuti espliciti” ed esuberanze di vario tipo. C’è però più di qualche differenza tra quello che accadeva ieri e quello che avviene purtroppo nel mondo di oggi. Certi eccessi tempo fa non sarebbero andati in pasto (e di conseguenza negli occhi e nel cervello) di individui di ogni età, e i personaggi in questione non avrebbero mai preteso di farsi paladini di nessun messaggio, ma ancor prima non gli sarebbe stato permesso. Loro erano “semplicemente” così e guai sarebbe stato pensare che emularli fosse giusto o costruttivo. 

La domanda quindi è d’obbligo: perché ora siamo arrivati al punto che per sdoganare dei sacrosanti diritti di libertà dobbiamo farlo tramite volgari eccessi? Per me non è giusto. Non è giusto per chi combatte civilmente la battaglia contro l’ignoranza, mantenendo ancor prima il rispetto verso chi è più sensibile a questi argomenti delicati, ovvero i giovanissimi. Intendiamoci, nel 2023 non ci scandalizziamo mica per un bacio innocente, ma le commedie a cui assistiamo ultimamente vanno ben oltre. Esattamente come le scenate, i capricci e gli sfoghi vari di chi in contesti diversi dalla TV si troverebbe invitato a uscire da una classe o in punizione per quanto fatto. La cosa più triste è che tutto questo 99 volte su 100 sia architettato a tavolino. Se analizziamo la cosa con un minimo di senso civico è terribile,  perché non può ritenersi civile una società che premia (anche solo parlandone come se nulla fosse) chi compie gesti inutilmente esagerati! Con questo non voglio dimenticarmi che il lavoro più importante deve svolgerlo la famiglia indipendentemente dai tempi che viviamo, ma è giusto sottolineare che soprattutto i giovanissimi sono sempre più vittime della bassa qualità che ci viene imposta. La società siamo noi è vero, ma non voglio credere che questo sia quello che vogliamo seminare, per noi e per tutti quelli che raccoglieranno dopo di noi. Riflettiamo!