HOLDEN CAULFIELD: IL PRECURSORE DEGLI EMO

HOLDEN CAULFIELD: IL PRECURSORE DEGLI EMO

Autore: Stefano Luigi Cantoni

Il giovane Holden è senza dubbio il romanzo più famoso di Jerome David Salinger, pubblicato per la prima volta a New York nel 1951 e presto divenuto uno dei punti di riferimento dei cosiddetti “romanzi di formazione” non solo nel panorama letterario americano ma in tutto il mondo, arrivando ad influenzare addirittura la mentalità dell’epoca. 

Sì perché il protagonista del libro, Holden Caulfield, un adolescente smilzo e dinoccolato dai capelli grigi nonostante la giovane età, incarna non solo fisicamente ma anche e soprattutto psicologicamente uno dei sentimenti più diffusi tra i ragazzi di ogni generazione: il sentirsi inadatti ed estranei al mondo che li circonda. Verrebbe da dire che questa “illeggibilità” del reale sia riconoscibile anche negli adulti, se non fosse che tra i 14 e i 18 anni assume modi ed esiti spesso totalizzanti. 

Ciò che accomuna questo sedicenne appassionato di letteratura inglese a qualsiasi adolescente di oggi non solo è la sua insofferenza profonda verso le regole, manifestata attraverso l’espulsione da scuola, ma una drammatica fragilità emotiva che, di fatto, lo isola dagli altri, nei cui comportamenti e modi di pensare non si riconosce. 

La sensibilità del ragazzo va di pari passo con la sua tempra pacifica che, a tratti, sfocia persino in codardia: un melanconico crogiolarsi nelle proprie debolezze che, alle volte, diventano paradossalmente le uniche armi che possiede per affrontare la realtà. In fin dei conti, è la cifra interiore e umana dei cosiddetti ragazzi “emo”.

Chi di noi, almeno una volta in giovane età, non si è trovato a parlare con quella ragazza tanto carina ma così diversa, provando un senso di inadeguatezza tale da ridurre in muto sibilo un fiume di parole dolci pronte ad esplodere?

Inviso ai genitori, schernito dagli adulti, picchiato dai coetanei e snobbato dalle ragazze, Holden Caulfield incarna alla perfezione il disagio giovanile di cui i moderni “soloni” si riempiono la bocca, proponendo questa o quella soluzione per arginare un qualcosa che arginabile non è, poiché insito nella parte adolescente che alberga, sorda e silente, in ognuno di noi.

La lezione di Holden, creatura triste nella sua lucida e consapevole accettazione dell’inadeguatezza nei confronti della vita stessa, è la grande ricchezza letteraria che ci regala Salinger il quale, con un solo romanzo, ha fatto breccia nel cuore di milioni di ragazzi che, nel silenzio delle loro camerette, seppur per poche ore, si sono sentiti meno soli.